IT | UK
+39 0131 617198   
IT | UK
+39 0131 617198

La Storia

Il periodo di formazione delle cascine nel territorio della Fraschetta può essere individuato intorno alla seconda metà del '400, per le più antiche.
Precedentemente il territorio della Fraschetta era pressoché terra di nessuno poiché, a causa delle pesti del '300 e del '400 erano scomparsi i proprietari.

Ad un certo punto della seconda metà del '400 le famiglie ricche del tempo cominciarono ad avocare a sé il possesso dei terreni. Le uniche costruzioni che vi si trovavano precedentemente erano di paglia e terra. Le prime strutture in muratura furono lineari e ad esse, sempre in sequenza lineare, si aggiunse in seguito la casa padronale. Le strutture a corte sono posteriori, ottocentesche.

La prima forma di rapporto agrario è quella della masseria, che consiste nella corresponsione, da parte del massaro di un mezzo del raccolto, più alcuni obblighi di tipo ancora feudale (capponi, pulizia dei fossi, ecc.). Nell'800 si sviluppa la gestione imprenditoriale della terra, nasce l'istituto dell'affittanza, i nobili investono nei terreni, ampliano le strutture architettoniche, si sviluppa la struttura a corte. La storia della Fiscala segue, grosso modo, le fasi di sviluppo sopra descritte: il nucleo originario della cascina può essere datato intorno alla metà del '500.

Il primo atto di cui siamo a conoscenza è datato 18 Gennaio 1596; si tratta di un atto rogato dal notaio Blasium Anulphus in cui Guasco Laura, figlia di Ottaviano, fratello di Francesco, acquista da Lorenzo Sappa, figlio di Francesco " cassinam dictam la Fiscalla cum suis curtile, sedimine et aedificiis sitis super finibus Alexandriae, ultra Burmidam, loco dicto alla Fiscalla versum Fregarolium ".

Nell'atto è contenuta una clausola nella quale, nel corso dei dieci anni successivi, è possibile al venditore riscattare, ricomprare, allo stesso prezzo il bene venduto.

Del 21 Gennaio 1614, troviamo nell'archivio dell'azienda ospedaliera SS Antonio e Biagio, un atto rogato dal notaio Francesco Crivello, in cui la signora Laura Guasco De Straneis concede una proroga per riscattare " la Cassina Fiscala allo Spedale SS. Antonio e Biagio " che nel frattempo era divenuto erede del signor Lorenzo Sappa. I Sappa, forse originari dai Signori di Melazzo, forse un ramo degli Inviziati (origine non dimostrabile, secondo Francesco Guasco, che ritiene i cognomi aggiunti degli Inviziati e dei Milanesi derivanti da successivi matrimoni) furono una delle famiglie che si aggiunsero in un secondo tempo a quelle tradizionalmente riconosciute fondatrici della città di Alessandria. Nel XIII secolo Ruffino, console di giustizia, contribuì alla compilazione degli Statuti; da costui discesero magistrati, giureconsulti, sacerdoti e religiosi (Antonio Maria entrò nei primi decenni del '700 nella Compagnia di Gesù; Galeazzo Antonio fu Priore all'Ospedale degli Infermi; Giuseppe Francesco Cavaliere di Malta nel 1736; Alessandro letterato e studioso e nel 1793 il Capitano Luigi si distinse per aver costretto a cannonate i Francesi alla ritirata nella Val d'Isère. I Sappa si estinsero nelle sue nove figlie l'ultima delle quali, Teresa, sposò, nel 1824 Pietro I Civalieri, deputato del Dipartimento di Marengo a Parigi, vicepresidente dell'Accademia degli Immobili, erudito e storiografo).

Il nome Fiscala verosimilmente è da attribuirsi alla nomina di un Sappa, Antonio Maria, ad avvocato fiscale della città di Alessandria da parte di Ferdinando Gonzaga nel 1549, scelta motivata dalla " probitas, sufficientia ac rerum usus " di questo nobile personaggio. Del 1620, infine, 10 Giugno, sempre nell'Archivio dell'Azienda Ospedaliera SS Antonio e Biagio è l'atto, rogato da Francesco Crivello, di retrocessione (redemptio) da parte di Laura Guasco all'Ospedale dei SS Antonio e Biagio, erede di Lorenzo Sappa, della " Capsinam unam cum stabulis, curtile, sedimine et edifitjis dicta la Fiscala super finibus Alexandriae ultra Burmidam ".

Del 1736, 2 Luglio, è un atto di permuta rogato da Antonio Roberti con cui lo Spedale cede ai signori Galeazzo, Giuseppe e Abbate Ercole fratelli Sappa dei Milanesi fu Alessandro e alla Signora Giulia Lucrezia Malaspina loro madre e legataria, una serie di campi "sulle fini di Alessandria e di Frugarolo, regione alla Fiscala, insieme alla porzione di fabbrica alla Fiscala di proprietà di detto Spedale perché provenienti dai beni dell'eredità del Signor Lorenzo Sappa, mentre a loro volta i Signori Sappa cedono allo Spedale campi sulle fini di Alessandria alla Guaracca.
Questa permuta è resa possibile da un codicillo testamentario con cui Lorenzo Sappa acconsentiva che l'ospedale potesse permutare beni da lui ricevuti in eredità solo con membri della famiglia Sappa e non altrimenti. Scopo di questa permuta fu la necessità delle due parti di creare proprietà più uniformi eliminando intersezioni di una proprietà dentro l'altra.

Dalla descrizione dello stato della " Cassina et Fabbrica della Fiscala " apprendiamo che in massima parte il fabbricato è costituito di terra battuta e " minacciante rovina per la di lei vetustà per cui ha bisogno di profonda ristrutturazione ". Molto interessante il documento contenuto nell'archivio della Famiglia Sappa (F16 f7) intitolato " estimo e perticato di tutti i beni arativi, prativi e vigneti appartenenti alla Masseria Fiscala posta oltre Bormida sopra le fini della città di Alessandria et fini del Fregarolo " con la dettagliata descrizione, nome e misura di ogni campo. In totale campi arativi tra Alessandria e Frugarolo moggia 120 staia 4; prati tra Alessandria e Frugarolo moggia 23 staia 1. Ancora nell'archivio Sappa (F28 f6) si trovano i brogliacci di liquidazione dei conti delle entrate e delle uscite relativi alle cascine dei Sappa amministrate dall'agente Zerbino, tra cui la Fiscala, e relativi agli anni 1825-1834. Nelle tavole sono elencate le principali coltivazione della Fiscala al tempo: grano, avessa, avessarda, fagioli, ceci, uva, segale, lupini, ravizzoni, aglio, vino. Sono citati vitelli, bovi, stalla, " moroni (gelsi) ".
Interessante l'accenno ai pali di acacia che si usavano per le vigne ed ecco il perché del viale di acacie, tuttora esistente.

Il 22 Novembre 1849 la Fiscala viene venduta da Donna Eugenia Sappa dei Milanesi ai fratelli alessandrini Giovanni Battista e Bartolomeo Carnevale. Giovanni Battista proprietario e negoziante viene citato dal Civalieri che lo dice " prestinaio millionario " arricchitosi con le somministranze militari, riedificò la Fiscala e vi ospitò il quartier generale di Re Carlo Alberto durante la campagna del 1849.

Il 27 Luglio 1872 Giovanni Battista Carnevale, con testamento rogato dal notaio Agostino Lanzavecchia lascia la Fiscala in usufrutto alla moglie. In esso leggiamo " lascio pure in usufrutto all'affezionatissima mia moglie Gioannina Bacula in attestato della mia affezione, stima e riconoscenza per l'ottima compagnia fattami tutta la casa civile della cascina di mia proprietà denominata la " Fiscala " situata in territorio di Spinetta Marengo coll'ivi annesso giardino, orto, cantina e bigattiera, con tutta la mobilia esistente, argenteria, lingeria di ogni uso, utensili da cucina, vasi vinari, vasi di fiori ".
In questo testamento è contenuta la descrizione delle strutture della cascina che abbiamo ancora oggi. Con testamento olografo del 6 gennaio 1889 Giovanni Battista Carnevale fu Bartolomeo, nipote del precedente Giovanni Battista, designa suo erede universale l'Ospedale dei Santi Antonio e Biagio.
La Congregazione di Carità, amministratrice dell'Ospedale accetta il lascito con beneficio di inventario. Quindi procede all'inventario stesso, alla vendita degli stabili e dei mobili e poi, presso il Tribunale di Alessandria, si apre il giudizio di graduazione per la ripartizione dell'eredità fra i legatari e l'erede beneficiato. Nel 1894 si procede alla vendita all'incanto della Fiscala, con intorno le sue terre. Se le aggiudica in gran parte Pietro Grà.

Nel 1895 abbiamo un atto del notaio Badò, conservato nell'archivio notarile, in cui i fratelli Giovanni, Rosa, Teresa e Francesca Grà, figli di Pietro, contraggono un mutuo con la Cassa di Risparmio di Alessandria e a garanzia ipotecano diversi beni tra cui "grande tenimento denominato la Fiscala", composto di casa civile e rustica, cortile, aia e giardino con beni arativi e prativi quasi in un sol corpo nei territori di Alessandria e Frugarolo (are 2807 centiare 10 in Frugarolo, are 2680 centiare 23 in Alessandria). Nel 1902, 23 Febbraio, il Cav. Carlo Caligaris compra dalla famiglia Grà la Fiscala: l'atto si trova in conservatoria ed è stato redatto dal notaio Badò. Risale al 16 Ottobre 1910 un'interessante relazione per la visita pastorale nella parrocchia della natività di Maria Vergine in Spinetta Marengo di sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Capecci (archivio diocesiano).
Qui nell'elenco delle cappelle campestri sparse in varie località del territorio parrocchiale di Spinetta al numero 5 è citata " nella cascina Fiscala una chiesa dedicata al Sacro Cuore di Gesù artisticamente decorata e fatta abbellire dalla piissima signora Luigina (Caligaris) la quale non ebbe il bene di vederla terminata perché, colpita da rio malore, passò all'altra vita migliore prima che fosse inaugurata. Si spera che il marito di lei, Cav. Carlo Caligaris, vorrà compiere il desiderio dell'amata consorte coll'ultimare i lavori di ristorazione e renderla funzionabile ". Fu così: infatti la cappella ancora oggi è ben conservata e mostra i segni di quel restauro.

Il 24 Settembre 1917 i fratelli Lorenzo, Giovanni e Luigi Morandi acquistano la Fiscala dal Cav. Carlo Caligaris con atto redatto dal notaio Giovanni Battista Bocca. Ancora oggi la Fiscala appartiene alla famiglia Morandi.


Link Awards

Web Statistics